Schema energetico

Applicazione pratica dell'utilizzo della nostra Energia

Fotografia Campo Energetico UmanoA seguito di una Sessione con un imprenditore nel settore dell’elettronica mi è affiorata nella mente una schematizzazione elettrica di come funzioniamo a livello Energetico e di quali sono le principali componenti che ci influenzano nel corso della vita.

Cosa ancora più importante è imparare poi ad usare l'Energia, perché operi a nostro vantaggio, considerando il fatto che opera in diverse forme e con diversi filtri. La reale applicazione pratica di qualsiasi forma di Energia è conseguenza dell' aver compreso il corretto uso delle componenti genetiche di quella forma di Energia.

Il Cuore lo possiamo immaginare come il nostro Generatore di Energia (Ec) a tensione alternata (dovuta dal suo battito ritmico) e con una frequenza variabile (in base allo sforzo compiuto nel tempo).

L’organismo ha un consumo di Energia che varia nell'arco della giornata a seconda delle attività svolte, ma come condizioni estreme possiamo considerare Ro_max nel momento di un’intensa attività fisica (gara sportiva, lavoro pesante) o mentale (dovuta ad esempio da un esame) e Ro_min durante il sonno profondo (dove tutte le funzioni sono rallentate con il minor dispendio di Energia).

La mente si può considerare con una resistenza variabile (Rm) che assorbe mediamente il 20% di energia a seconda se proviamo un sentimento di Paura corrispondente all'assorbimento massimo o un sentimento di Amore, in questo caso avremo il minimo assorbimento di Energia.

I reni infine sono una componente fondamentale, in quanto sono degli accumulatori di Energia, dove la propria capacità varia in funzione della componente che viene ereditata e dallo stile di vita della persona (respirazione, mangiare, dormire..).

Il sistema nervoso rappresenta le connessioni del Circuito Elettrico.

Studi hanno appurato come i bimbi e le persone tranquille lasciano al loro organismo (per le funzioni interne: respirazione, circolazione, ecc.), il 75 per cento dell'energia vitale a loro disposizione e ne utilizzano il 25 per cento per la loro vita volitiva, in altre parole, per fare quello che vogliono. Purtroppo, a causa della vita moderna, vi sono molte persone che lasciano al loro organismo molta meno energia vitale del necessario, in quanto la "bruciano" per svolgere i loro frenetici affari. Le conseguenze sono note a tutti!

--> E’ evidente anche il fatto che meno energia disperdiamo nel nostro funzionamento, più Energia disponibile abbiamo per il carico della vita e portare a termine i nostri obbiettivi più facilmente e velocemente.

Schema Energetico funzionamento organismo

Reti neurali

Caratteristiche principali del DNA Umano

DNA

Una Macromolecola e’ il DNA Umano (acido desossiribonucleico), codificato in 64 amminoacidi che formano le proteine che servono alla formazione delle cellule del corpo umano o animale in genere. Dal DNA del nostro corpo agli atomi di tutto il resto, e le cose in natura secondo il principio dell' entanglement sembrano condividere le Informazioni quantistiche istantaneamente e più rapidamente di quanto Albert Einstein abbia predetto che nulla poteva viaggiare - più veloce della velocità della luce. 

Il DNA e’ composto da circa 10 miliardi d'informazioni (ogni informazione elementare e’ codificata), di cui utilizziamo solo 1,5% mentre l'altro 98,5% è una biblioteca piena di potenziale inutilizzato con cui possiamo accedere ed interagire tramite Sessioni QSET.  
Tutte le informazioni sono recuperabili e risiedono nel nostro DNA, che di fatto è un sistema biologico ricetrasmittente, che si autoinforma ed informa ad ogni istante l'organismo intero di ogni essere Vivente e quindi tutte le sostanze, batteri, parassiti interni, ma non solo, esso intercomunica anche con l'ambiente esterno e con le informazioni dell'Universo.  Recenti scoperte scientifiche hanno dimostrato che il DNA  non è più visto solo come una banca dati per la codificazione materiale delle sequenze proteiche, ma anche come un sistema di comunicazione e coordinamento della bio-informazione. Per comprendere la funzionalità di comunicazione a distanza del metabolismo cellulare, la struttura doppia elica del DNA può essere considerata come un'antenna rice-trasmittente capace di regolare, come sistema di controllo a più livelli di frequenza, tutto il ciclo temporale di informazione cellulare. Sappiamo che il DNA non può mantenersi e riprodursi se non è immerso in una soluzione acquosa, ciò in quanto l'acqua con i suoi legami a ponte di idrogeno sostiene e rende stabile la ricostruzione del DNA mediante un'interscambio ad elevata frequenza dei 'ponti ad idrogeno'.

Caratteristiche principali delle reti neurali

Ogni singolo neurone può essere visto come un super-processore individuale e completo che svolge milioni di funzioni al giorno. Connettendo miliardi di neuroni tra loro, si ottengono miliardi di sistemi informatici che lavorano come un'unica rete informatica incredibilmente vasta e che possiede delle risorse uniche. Il numero di potenziali connessioni sinaptiche del cervello umano risulta virtualmente illimitato. Le reti neurali a loro volta, sono dei gruppi individuali di neuroni (cellule nervose) che possono lavorare insieme o indipendentemente in un cervello in funzione. Rappresentano il modello più recente attraverso il quale le neuroscienze spiegano come cambiamo a livello cellulare, ovvero come siamo in grado di imparare e a ricordare. Ogni cellula è intelligente, ma quando fanno parte di una comunità e compongono l’organismo, rispondono alla voce centrale che è la mente. La funzione del cervello è quella di percepire i segnali (sia quelli che provengono sia dall'ambiente interno che esterno), interpretarli ed inviare l’informazione alle cellule per controllare il comportamento e la genetica. Le esperienze dei genitori determinano i caratteri genetici dei figli ed una convenzione fa parte del campo I pensieri entrano in noi e regolano il nostro corpo ma escono in noi e regolano la nostra vita. Collettivamente creiamo la nostra realtà

Così, in modi che ci stanno solo iniziando a capire, scopriamo che siamo connessi non solo con tutto quello che vediamo nella nostra vita di oggi, ma anche con tutto quello che è sempre stato, così come le cose che non sono ancora accadute. E quello che stiamo vivendo oggi è il risultato di eventi che si sono verificati (almeno in parte) in un regno dell'universo che non possiamo nemmeno vedere. Le implicazioni di queste relazioni sono enormi.

Il cervello umano pesa mediamente sui 1.500 gr, si stima sia costituito da circa 100 miliardi di cellule nervose primarie (neuroni) e probabilmente altrettante cellule di supporto (cellule gliali). Il neurone è l'unità cellulare che costituisce il tessuto nervoso, il quale concorre alla formazione, insieme al tessuto della nevroglia e al tessuto vascolare, del sistema nervoso. E’ in grado di ricevere, integrare e trasmettere impulsi nervosi, nonché di produrre sostanze denominate neurosecreti. 
Neuroni nell'ippocampo "Slice of life" Project

Un tipico neurone è costituito da un corpo cellulare (soma), da numerosi prolungamenti, detti dendriti e da altri prolungamenti detti Assoni.

I Dendridi ricevono le connessioni ed i segnali da altri neuroni. Gli Assoni trasmettono i segnali ad altri neuroni (e sono più lunghi rispetto ai dendridi).

I neuroni (cellule del cervello formate dal codice genetico) possono essere paragonati a tanti sistemi di elaborazione delle informazioni, che ricevono i segnali li processano e poi li ritrasmettono ad altri neuroni attraverso le sinapsi. 
I neuroni di un uomo sono costituiti e costruiti dal codice del DNA che risiede in ogni cellula dell’uomo stesso, attraverso una composizione Unica (per ogni uomo) di amminoacidi e proteine. E’ per questo che le persone pensano in modo differente.

Un tipico neurone riceve segnali da un numero di neuroni che può variare da diverse centinaia ad alcune decine di migliaia. L'assone di un neurone trasmette un segnale al dendride di un altro neurone attraverso delle connessioni dette Sinapsi. Studiare le singole sinapsi si è rivelato riduttivo, ecco perché è nato un approccio più sistemico, che guarda a più vasti modelli di reti, che si estendono ben oltre la sinapsi. Le reti neurali sono vive, dinamiche e interconnesse in modo tale che una modifica in un pezzo del cablaggio si riverbera in tutto il sistema nervoso. 

 

        Connessione fra due neuroni"Neuroscience for kids"              

L’uomo è un essere elettromagnetico, si stima vengono elaborati da 10 milioni fino a 100.000 miliardi di impulsi elettrici al secondo, per mantenere in equilibrio il nostro ciclo naturale regolare e per mantenere funzionale il nostro motore (battito cardiaco, pressione sanguigna, cervello, occhi, ecc.). 
Passaggio verso la membrana presinaptica di vescicole (punti rossi) contenenti neurotrasmettitori.

Queste connessioni determinano la formazione di complessi circuiti nervosi attraverso i quali viaggia l' informazione.
L' informazione nervosa è costituita primariamente da segnali elettrici (il più veloce dei quali è il potenziale d'azione) che non sono tuttavia normalmente in grado di diffondere da un neurone all'altro poiché a livello delle sinapsi non esiste una continuità fisica fra le cellule nervose connesse.

A livello delle sinapsi il segnale elettrico (che viaggia nell'assone) si trasforma nel rilascio di un segnale chimico (neurotrasmettitore ovvero le molecole messaggere) che determina sul neurone successivo l' insorgenza di un nuovo segnale elettrico. La connessione sinaptica rappresenta il punto nodale per il flusso di segnali e di informazioni nei circuiti cerebrali. Non meraviglia quindi che oggi le basi neurali di attività cerebrali complesse quali l'apprendimento e la memoria e le capacità intellettive individuali vengano ricercate principalmente nel loro funzionamento. 

Le informazioni ambientali sono trasdotte direttamente in informazioni di tipo nervoso dai recettori sensoriali, neuroni specializzati che possiedono meccanismi molecolari in grado si rispondere in maniera specifica a un determinato input producendo impulsi nervosi trasmessi dalla periferia al sistema nervoso centrale (informazione primaria). In particolare, tali funzioni complesse vengono associate alla proprietà delle connessioni sinaptiche di rafforzarsi o indebolirsi in base alla precedente attività, o addirittura di essere eliminate o di formarsi ex novo. Tale proprietà viene identificata con il termine di plasticità sinaptica e la capacità del cervello di rimaneggiare continuamente il funzionamento dei propri circuiti nervosi sulla base dell'attività precedente, e quindi dell' esperienza, è stata teorizzata in forma completa per la prima volta da Donald Hebb nel 1949 (da qui il termine di sinapsi Hebbiana per indicare una sinapsi che modifica la sua funzionalità in base all'attività precedente).

Teoria dell'apprendimento Hebbiana

Connessione fra assoni e dendritiLe cellule nervose che si accendono insieme, si legano anche insieme, pertanto quando gruppi di neuroni connessi tra loro (clusters) vengono ripetutamente stimolati, formeranno connessioni più forti e ricche tra loro. Pertanto da questa 'semplice idea', ne deriva che per cambiare la tua mente è necessario comprendere il concetto di programmazione o ricondizionamento neuronale, ovvero la modalità in base alla quale i neuroni si legano in relazioni abituali di lunga durata.
La Teoria dell'apprendimento Hebbiana, infatti afferma che le cellule nervose che si attivano insieme, sono tutte collegate tra di loro, pertanto noi apprendiamo nuove informazioni formando nuove connessioni sinaptiche tra i neuroni. I neuroscienziati erano convinti che dopo l'infanzia, la struttura del cervello diventasse relativamente immutabile. Recenti scoperte hanno invece rivelato che molti aspetti del cervello e del sistema nervoso possono cambiare in età adulta a livello strutturale e funzionale: come ad esempio, ciò che riguarda l'apprendimento, la memoria e il recupero da danni cerebrali. 
Tuttavia è anche vero il contrario, cioè che le cellule nervose che non si attivano più insieme, non sono più collegate tra di loro. Legge Universale 'o lo usi o lo perdi' in azione, rappresenta l'aspetto collaterale, ovvero le cellule nervose che non si accendono più insieme, non si connettono più tra di loro. 

Reti NeuraliE' perciò possibile lasciar andare un po delle cose a cui sei attaccato e che contraddistinguono il tuo modo di pensare, agire e sentire. Il cervello riprogrammato non si attiverà più in base ai circuiti del passato. Il dono della neuroplasticità, ovvero la capacità del cervello di riprogrammare e creare nuovi circuiti a qualsiasi età, in risposta a stimoli provenienti dall'ambiente e dalla nostra intenzione consapevole, consiste nella possibilità di creare un nuovo livello mentale. Esso ci offre la possibilità di elevarci al di sopra dei nostri limiti attuali e di essere più grandi del nostro condizionamento o delle circostanze in cui ci troviamo. 
Le nostre cellule nervose sono state progettate dalla natura per consentire alla comunicazione di avvenire in maniera esponenziale. Possiamo pertanto servirci delle stesse connessioni e vie neurali nel nostro cervello per produrre ogni volta diversi tipi di neurotrasmettitori che ci permettono di creare una varietà infinita di pensieri, sensazioni, azioni, stati d'animo e percezioni. Questo processo ci permette di creare le immagini olografiche chiamate pensieri e ricordi.
(Tratto dal Libro: "Cambia l'abitudine di essere te stesso" di Joe Dispenza)

La prima rete neurale artificiale

Ricercatori del calibro di Frank Rosenblatt pioniere nel calcolo neurale e della filosofia delle reti neurali ispirate ai sistemi biologici, presero in considerazione un numero elevato di processori che hanno una capacità computazionale elementare, i neuroni artificiali o nodi, connessi ad altre unità dello stesso tipo.
Mark1 PerceptronAttraverso la costruzione di congegni elettronici come la sua invenzione Mark1 Perceptron, è stato in grado di far elaborare una serie d’informazioni, tramite l’imitazione “Botton-Up” dei vagabondaggi della natura. Il Perceptron progettato per il riconoscimento d’immagini, è costituito da una rete neurale basata sulla retina, tale che ogni neurone elabora i segnali d’ingresso e a sua volta converte il risultato dell’elaborazione della rete, in un segnale in uscita, che sarà nuovamente distribuito agli altri neuroni. Da questa configurazione deriva il termine di “elaborazione parallela su larga scala”. La rete di neuroni dispone inoltre di un altro meccanismo, ossia le connessioni tra i neuroni possono avere un’intensità variabile definita “peso” e secondo il peso, le connessioni finiscono per migliorare il segnale che stanno trasmettendo, oppure per diminuirlo. Pertanto le reti neurali non fanno altro che miscelare qualsiasi segnale in ingresso, per poi trasmettere una sorta di rumore. Il sistema nervoso vivente, è in grado di modificare il peso in base all'esperienza. Le connessioni che trasmettono spesso dei segnali finiscono per rafforzarsi, specialmente se si tratta di segnali forti, questo meccanismo è stato evidenziato da Donald O. Hebb, una sorta di Pietra Miliare in questo campo. La rete neurale attenua cosi nel tempo le connessioni che emettono soprattutto “rumore” e rafforza le connessioni che si rivelano sempre più “operative”. Rispetto a un qualsiasi congegno elettronico, dove siamo obbligati a modificare il “peso” dall'esterno agendo manualmente, gli schemi biologicamente ammissibili come quello dell’apprendimento di Hebb, furono il primo passo verso la comprensione del modo in cui i sistemi locali o di basso livello, possono influenzare il comportamento globale di un sistema complesso, senza la necessità di una supervisione esterna o un intervallo di manutenzione.

Computer di ispirazione biologica

Marvin Minsky ricercatore orientato a giungere a una piena comprensione del cervello, realizzò la prima rete neurale-artificiale, lavorando su calcolatori di origine biologica, ma non era soddisfatto della teoria che aveva sviluppato sul suo funzionamento. Cosi mentre per il collega Rosenblatt i computer d’ispirazione biologica, come il suo Perceptron, avrebbero potuto raggiungere qualsiasi risultato, secondo l’idea di Minsky non potevano servire quasi a nulla, in seguito ai suoi esperimenti cominciò a convincersi del fatto che quel calcolo adattativo basato sulla biologia, fosse destinato ad un vicolo cieco. Cosi la scienza del calcolo nel 1969 scoraggiata dai vari tentativi di far lavorare adeguatamente le reti neurali, abbandonò quel tipo di congegni andando nell'altra direzione ed iniziò a dedicarsi all'evoluzione dei “sistemi aperti”, filosofia oggi ben nota, ovvero processi meccanici completamente ottusi che si limitano ad implementare a velocità sorprendente, le istruzioni Top-Down fornite da un esperto umano. Alla base di quest’approccio, c’è il concetto di algoritmo, come insieme di operazioni organizzate in una sequenza opportuna (o diagramma di flusso).

Intelligenza artificialeCon Minsky il termine “intelligenza artificiale” iniziò a escludere tutto ciò che avesse a che fare con le reti neurali. Mentre l’architettura di von Numann è nota come progenitore di ogni PC, ben pochi conoscono il Perceptron di Rosenblatt basato sulla computazione neurale, progenitore oggi del computer del futuro. Attualmente è esposto allo Smithsoman museum Washington, vicino al computer di von Numann, quello che permise di realizzare la bomba atomica. Più che sulla contrapposizione fra computer seriale e connessionismo è bene soffermarci sulla contrapposizione fra Intelligenza Artificiale (IA) classica, legata alla logica dei calcolatori seriali attraverso la matematica computazionale e IA sub simbolica legata all'approccio connessionista e alla computazione neurale.
Questo nuovo cambio di rotta attuale, rappresenta un cambiamento di prospettiva piuttosto radicale rispetto alla computazione convenzionale. Il processo di calcolo nella computazione neurale è inteso come “metafora del cervello” poiché tenta di modellarne la struttura, non più come “metafora del computer” dei sistemi artificiali classici.

Teoria del cervello Olonomico

Interpretazione di David Bohm della Meccanica Quantistica

David BohmL’interpretazione di Bohm della meccanica quantistica, detta talvolta meccanica bohmiana, è un approccio postulato da David Bohm nel 1952, riprendendo l’idea della cosiddetta onda pilota che Louis de Broglie elaborò nel 1927. Per questo motivo viene utilizzato anche il termine teoria di De Broglie-Bohm. Bohm ha apportato significativi contributi allo sviluppo del modello olonomico del funzionamento del cervello. Con la sua teoria sull'esistenza di una struttura implicita (implicate order), presente sia nell'universo nel suo insieme, che in ciascuna porzione di materia, sia nella mente umana, ne deriva la necessità di una stretta cooperazione tra fisica, neurologia ed ingegneria.

In collaborazione con il neuroscienziato di Standford Karl Pribram, Bohm contribuì a elaborare il modello olonomico di Pribram secondo la quale il cervello opera in modo simile a un ologramma, in conformità ai principi della matematica quantica e alle caratteristiche dei modelli delle onde d'interferenza.  Il  contributo  più  importante  che  ci ha  dato, consiste  sicuramente  nell’  aver  colto  la relazione  tra Mente-Spiritualità  e  Materia.

Teoria del Cervello Olonomico di Karl H. Pribram

Bohm con Pribram elaborarono quindi un teoria basata su una descrizione in termini matematici dei processi e delle interazioni neuronali capaci di leggere le informazioni che si presenterebbero sotto forma di onde, per poi convertirle in schemi di interferenza e trasformarle in immagini 3D tridimensionali noi non vedremmo gli oggetti “per come sono” (in accordo con quanto messo in luce dalla teoria della relatività generale), ma solamente la loro informazione quantistica.
Karl H. Pribram

Pribram convogliò il modello qui delineato in una teoria, che chiamò Holonomic Brain Theory (teoria del cervello olonomico) e scelse il termine “olonomico” per distinguerlo da quello “olografico” e sottolinearne così la connotazione olistica generale (holos deriva dal greco “intero”, “tutto”; nomos da “norma”, “legge”).
L’olografia offrì dunque a Pribram la rivoluzionaria intuizione che esistesse una relazione tra il dominio delle frequenze e quello delle immagini-oggetti di cui facciamo esperienza. Le conseguenze di questo modello ricordano molto quanto emerso dai paradossi della meccanica quantistica: allo stesso modo infatti l’osservatore non può esistere indipendentemente dall’oggetto osservato e allo stesso modo sembra totalmente inefficace permanere in una prospettiva dualistica che considera i due sistemi come separati.

Il modello olonomico del cervello renderebbe anche conto della vastità della memoria umana in quanto spiegherebbe come riusciamo ad immagazzinare così tante informazioni in uno spazio così ristretto. Come abbiamo visto nella prima parte di questo articolo, gli ologrammi possiedono infatti una straordinaria capacità di contenere dati semplicemente cambiando l’angolazione con cui due raggi laser colpiscono la lastra fotografica, rendendo così possibile accumulare miliardi di informazioni in un solo centimetro cubico di spazio. Ne conseguirebbe che un cervello che funziona secondo i principi dell’olografia non andrebbe a scartabellare nei meandri di un archivio mestico, perché ogni frammento di informazione sarebbe sempre istantaneamente correlato a tutti gli altri.

Modello olonomico del cervelloIl cervello userebbe quindi gli stessi principi dell’ologramma per convertire, codificare e decodificare frequenze (luminose, sonore etc.) ricevute attraverso i sensi. Tutto ciò farebbe perno sul fatto che il cervello non immagazzina informazioni in precise localizzazioni (come ha mostrato Lashley a proposito degli engrammi) ma le distribuirebbe su vaste aree nello spostamento concettuale da strutture a frequenze.
Un’ulteriore intuizione di Pribram riguarda la capacità del cervello di analizzare il movimento in termini di frequenze ondulatorie e di trasmettere queste configurazioni così ottenute al resto del corpo.

Il modello del cervello mutuato grazie all’analogia con l’olografia è quindi essenzialmente una descrizione matematica dei processi e delle interazioni neuronali. La matematica che rende tutto questo possibile è la stessa di quella presa in considerazione da Gabor e di quella che prima di lui Hillman e Heisenberg adottarono per la descrizione degli eventi quantistici: fondamentalmente, la matematica che descrive i processi cerebrali è la stessa di quella che descrive lo strano mondo delle particelle subatomiche.

Modello di Triune

Modello della struttura dell'evoluzione dell'encefalo

Paul D.MacLeanTriune Brain ("cervello trino" in inglese) è il nome di un modello della struttura e dell'evoluzione dell'encefalo prevede tre cervelli distinti che sarebbero apparsi successivamente durante l'evoluzione della specie umana, elaborato da Paul D. MacLean (1 maggio 1913 - 26 dicembre 2007), medico statunitense specializzato nelle neuroscienze.

In qualità di esseri umani, sappiamo di essere dotati di un struttura superiore del cervello (neo-mammifero) rispetto agli altri esseri viventi sulla terra, che ci ha reso intelligenti e capaci di strutturare pensieri adeguati alle diverse situazioni e contesti in cui viviamo, con una proiezione futura di miglioramento intellettuale illimitata. Questa struttura del nostro cervello superiore si è costituita nel corso di milioni di anni, sopra altri due cervelli più primitivi che non costituiscono la nostra attuale intelligenza, ma essendo presenti nel nostro sistema nervoso centrale creano delle connessioni con la parte superiore e più giovane.

Secondo la teoria di Paul MacLean, ognuno di questi tre cervelli ha specifiche funzioni di vitale importanza per l’essere umano. Partendo dal cervello rettiliano, possiamo notare come le sue funzioni siano istintive e reattive all'ambiente in cui l’uomo vive, permettendogli di adattarsi ad esso, istintivamente appunto e come anche nell'istinto sessuale di riproduzione della nostra specie. Secondo questo modello vi sono tre formazioni anatomiche che evidenziano i tre stadi di progressione dell'Energia attraverso il cervello distinguibili in:

Modello di Triune

1-RETTILIANO: controlla l'equilibrio, la postura e le posizioni del corpo nello spazio. Coordina inoltre i movimenti ed ospita i circuiti cerebrali fissi dei ricordi e dei comportamenti automatici.
--> PIANO FISICO (rappresenta il tuo modo di Essere dove l'azione diventa un'abilità o un'abitudine)

2-LIMBICO: rappresenta il nostro "cervello emotivo" produce sostanze chimiche per aiutarci a ricordare le esperienze e un eventuale blocco dell'Energia si mostra come Stress Emotivo.

--> PIANO EMOTIVO (le Emozioni sono il prodotto finale dell'Esperienza)

3-NEOCORTECCIA: rappresenta il nostro "cervello pensante" ed un eventuale blocco dell'Energia si mostra come incapacità nei processi di pensiero. 
--> PIANO MENTALE (elabora il Sapere e l'Esperienza)

 

Ciò evidenzia la relazione tra il Modello di Triune con queste Tre aree del Cervello ed il Modello dei Principi Universali, dove l'area della Neocorteccia è associata al lato "Mentale", il sistema Limbico al lato "Emotivo" e il Cervello Rettiliano al lato "Fisico" della triade. L’essere umano attraverso le proprie esperienze, assorbe informazioni dalla sua realtà circostante, creando dei vincoli con la stessa, siano essi neurologici che sociali ed individuali. Il Cervello non è la mente, bensì rappresenta l'apparato fisico attraverso il quale la mente viene prodotta. Un cervello sano e funzionante porta ad una mente sana e dinamica. Il Cervello si può pertanto considerare un bio-computer dotato di tre strutture anatomiche con cui produce diversi aspetti della mente. Quando il nostro bio-computer si è evoluto con la neocorteccia, abbiamo acquisito il processore più potente al mondo, il sistema operativo più avanzato, l'hardware più vasto e la capacità di memoria più grande. 

1-Il cervello Rettiliano "Rettile"

Cervello RettilianoRappresenta la parte più antica, le sue funzioni siano istintive e reattive all'ambiente in cui l’uomo vive, permettendogli di adattarsi ad esso, fornendo le funzioni vitali del corpo e il controllo della frequenza cardiaca, respirazione, temperatura corporea, equilibrio, ecc. Esso comprende il tronco cerebrale e Cervelletto, che essenzialmente formano il cervello di un rettile. E 'affidabile, ma tende ad essere piuttosto rigido e compulsivo.. Il cervelletto elabora l'equilibrio, la coordinazione, la consapevolezza della relazione spaziale tra le parti del corpo e l'esecuzione dei movimenti controllati, inoltre immagazzina certi tipi di azioni e abilità semplici, insieme ad atteggiamenti condizionati, reazioni emotive, abitudini, comportamenti condizionati e riflessi e abilità inconsce che abbiamo padroneggiato e memorizzato. Esso rappresenta la parte più importante per cambiare la tua vita, perché è la sede della mente profonda e può essere pensato come il microprocessore del Cervello.
E' quello responsabile della “consapevolezza quantica” fondamentale per le forme di comportamento stabilite geneticamente, come ad esempio: scegliere il luogo dove abitare, prendere possesso del territorio, accoppiarsi, forme gerarchiche, scegliere i capi, acquisire l’imprinting e tutte le azioni di routine. Da un lato si svolgono tutte le regolazioni interne viscerali e ghiandolari che sono indispensabili per le attività primordiali costituite da istinti e riflessi e dall'altro, si attivano i centri di vigilanza e del ritmo sonno-veglia. Secondo MacLean i neuroni di questo cervello danno la consapevolezza quantica e la visione deterministica del mondo, in altri termini fornisce all'essere umano la Consapevolezza di Essere. Da un punto di vista energetico le corrispondenti funzioni sono quelle appartenenti al 1° e 2° Chakra.

2-Il cervello Limbico "paleo-mammifero"

Cervello LimbicoIl cervello Limbico "paleo-mammario"  apparso con i primi mammiferi è in grado di memorizzare il comportamento piacevole o spiacevole. Rappresenta un progresso dell’evoluzione del sistema nervoso, indispensabile per affrontare l’ambiente, ha molto in comune con il 4°cervello, perché dotato degli stessi neurotrasmettitori e deputato all'elaborazione delle emozioni. Il Sesso, la fame, la paura e l’aggressione sono gestite da questo cervello che produce informazioni e acquisisce esperienza. Questo sistema oltre ad essere coinvolto in attività primarie come il nutrimento, i rituali, il sesso è in grado di collegare il mondo interno con quello esterno. La scienza moderna colloca nel sistema Limbico le zone di regolazione delle emozioni e sentimenti. E 'quindi l'uomo responsabile di ciò che chiamiamo emozioni. Esso comprende principalmente l'ippocampo, amigdala e l'ipotalamo. E' la sede dei nostri giudizi di valore, spesso inconsci, che hanno una grande influenza sul nostro comportamento. 
Questo cervello ha necessità di una ripetizione costante e continua per poter apprendere, ma poi mantiene saldamente ciò che ha appreso. Il sistema Limbico offriva un'importante salto evolutivo grazie alla capacità di percepire e coordinare il flusso dei segnali di controllo del comportamento all'interno della comunità cellulare. Con l'evoluzione dei sistemi di segnalazione interna, la sua maggiore efficienza ha consentito al cervello di aumentare le proprie dimensioni. Le emozioni sono i prodotti finali dell'esperienza, pertanto una nuova esperienza genera una nuova emozione, che stimola nuovi geni in modi nuovi. Cosi le Emozioni inducono il corpo a registrare chimicamente l'evento: significa che inizi ad "incarnare" ciò che stai imparando. Queste strutture sono infatti, punti nodali specifici di collegamento per quasi tutti i sistemi di liberazione neurotrasmettitoriale. Questi messaggi chimici, che trasmettono segnali da un neurone al successivo, sono in rapporto con determinate emozioni. Dal punto di vista energetico le corrispondenti corrispondenti funzioni limbichè sono quelle appartenenti al 3° e 4° Chakra.

3-La Neocorteccia o cervello "neomammifero"

NeocortecciaE' il risultato della terza e ultima fase dell'evoluzione del nostro cervello. L'origine risale solo a 3,6 milioni di anni, dalla peculiarità di essere bipede, che implica maggiore sviluppo del cervello. In particolare, consente ragionamento logico e del linguaggio, anticipando azioni. Si divide in due emisferi cerebrali, destro e sinistro, con specifiche funzioni. L'emisfero destro controlla e gestisce la parte sinistra del corpo umano, emotivo, sognatore, spaziale, intuitivo  e l’emisfero sinistro controlla e gestisce la parte destra del corpo umano, logico, temporale, analitico, sequenziale.
Lo sviluppo di cervelli più grandi, con una popolazione di cellule nervose più numerosa, offrì agli organismi l'opportunità non solo di affidarsi al comportamento istintuale, ma anche di apprendere dalle esperienze della vita. L'apprendimento di nuovi comportamenti riflessi è essenzialmente un prodotto del condizionamento. L'uomo ha sviluppato una regione del cervello specializzata associata al pensiero, alla pianificazione e alla decisionalità chiamata corteccia prefrontale. La capacità del cervello umano di apprendere le percezioni è cosi sviluppata, che di fatto possiamo acquisire percezioni indirettamente dai nostri insegnanti. Una volta accettate le percezioni degli altri come verità, le loro percezioni vengono permanentemente collegate al nostro cervello, diventando così le nostre verità. Le percezioni errate non vengono monitorate pertanto ci condurranno abitualmente a comportamenti inadeguati o limitanti. Le nostre risposte agli stimoli ambientali sono controllate dalle percezioni, ma non tutte le percezioni apprese sono esatte. Si definiscono credenze infatti tutte le percezioni che controllano il nostro comportamento, che a loro volta controllano la biologia. Fondamentalmente è l'architetto e il progettista del cervello, ti permette di imparare, ricordare, ragionare, analizzare, pianificare, creare, inventare e comunicare. Dal punto di vista energetico i Chakra corrispondenti alle funzioni corticali, sono alternativamente il 5° e il 6°.

4° Cervello Addominale

4° Cervello addominaleIn realtà esiste un 4°Cervello, tre sono in alto nella scatola cranica e uno è in basso nella pancia, chiamato Cervello Addominale che comanda nell'uomo, attraverso specifici neurotrasmettitori, le emozioni primarie. Parlando dei quattro cervelli è pertanto possibile distinguere il Sistema Nervoso Centrale (SNC) costituito dai tre gusci ed il Sistema Nervoso Intestinale (SNI). Alla fine del XX secolo alcuni ricercatori hanno infatti constatato che l'intestino piccolo e grande, costituiscono un vero e proprio cervello, in grado di produrre sostanze psicoattive che influenzano gli stati d'animo, come: la serotonina, la dopamina, ma anche oppiacei. Le cellule dell’intestino secondo Michael D. Gershon, esperto di anatomia e biologia cellulare, sono in grado di produrre fino al 95% di serotonina, il neurotrasmettitore del benessere. Il cervello addominale è dotato di memoria per fissare i ricordi e lo fa utilizzando le stesse molecole del SNC, infatti gli stress del passato restano impressi sopratutto nella pancia. L’intestino, pur avendo solo un decimo dei neuroni del cervello, lavora in modo autonomo, aiuta a fissare i ricordi legati alle emozioni e ha un ruolo fondamentale nel segnalare gioia e dolore. Se la testa può essere rappresentata come la "banca delle emozioni" in quanto raccoglie tutte le informazioni, sopratutto nella corteccia anteriore, il Cervello Addominale racconta la sua versione più istintiva al SNC. In tal modo l'asse cervello-addome crea un profilo emotivo ed energetico che condiziona tutta la vita della persona. Nel 1966 il Neuroscienziato Giacomo Rizzolato attraverso la scoperta delle neuroni specchio ovvero una rete di cellule nervose ha scoperto inoltre che si attivano nei processi emozionali. Questi neuroni non sarebbero pertanto in grado di distinguere se l'emozione viene vissuta in prima persona dal soggetto o se sia semplicemente osservata su qualcun'altro, come ad esempio attraverso la semplice visione di un film. Il cervello addominale è inoltre responsabile dei contenuti simbolici ed archetipici dei sogni, infatti nella cosiddetta fase di sonno REM, anche i visceri vibrano comandati dalla serotonina e preparano le espressioni simboliche che si manifestano nel sogno. Tutto l'organismo è interconnesso a livello dei neuropeptidi, come dimostrato da oltre 50 secoli dalla medicina tradizionale cinese attraverso la Legge dei cinque movimenti. Questo complesso sistema è dotato di una memoria specifica a livello cellulare, ovvero ogni organo, cosi come ogni cellula possiede una specifica memoria caratterizzata da impulsi di energia ed informazione che interagisce con il "Campo Unificato".       

Piano Energetico

Rapporto tra i 3 Cervelli e ChakraSecondo la teoria di Paul MacLean, ognuno di questi tre cervelli ha specifiche funzioni di vitale importanza per l’essere umano. Partendo dal cervello rettiliano, possiamo notare come le sue funzioni siano istintive e reattive all'ambiente in cui l’uomo vive, permettendogli di adattarsi ad esso, istintivamente appunto e come anche nell'istinto sessuale di riproduzione della nostra specie. Secondo questo modello vi sono tre formazioni anatomiche che evidenziano i tre stadi di progressione dell'Energia. 
Nell'immagine a lato è rappresentato il rapporto tra i 3 Cervelli con i 7 Chakra principali. Il primo e secondo Chakra sono in rapporto con il cervello rettiliano, ovvero quello primitivo istintuale, il terzo e quarto Chakra con il Cervello emozionale o limbico, il quinto e sesto Chakra con il Cervello corticale.

Conclusione

La costruzione della realtà è compito di ciascuno di noi! Tale realtà continua ad evolvere (grazie a Dio) ed il più grande indizio di questa sta nel nostro cervello che contiene più realtà sovrapposte, da quella del cervello rettiliano a tutte quelle più elevate che ci ha incorporato l'evoluzione, ciascuna corrisponde ad una nuova struttura fisica. Il cervello umano non si è evoluto da solo, ma seguendo un'immagine del mondo che esisteva nella consapevolezza. Il cervello rispecchia quindi la realtà che ciascun individuo sta creando in questo preciso momento. Per la maggior parte del tempo è la mente ad avere il soprassalto del cervello anche se il controllo consapevole è nostro e tale è sempre stato. Possiamo quindi concludere che non c'è limite agli obbiettivi che la nostra mente possa raggiungere!

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